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PROSTITUZIONE A PADOVA

PROSTITUZIONE A PADOVA. ASSESSORE REGIONALE DE POLI "PREOCCUPAZIONE E CONDANNA"
COMUNICATO STAMPA N. 336 DEL 09/02/2006
(AVN) - Venezia, 9 febbraio 2006

"Preoccupazione e condanna" sono stati espressi dall'Assessore regionale alle politiche sociali Antonio De Poli in relazione alla scoperta di molti appartamenti privati che a Padova, in zona Fiera, sono al centro del mercato clandestino della prostituzione. "Preoccupazione - ha detto De Poli - per una situazione che ghettizza ancora più di quanto già non lo sia una zona della città rendendola senza legge e consegnandola in mano alla criminalità. Condanna - ha aggiunto - per il ripresentarsi alla cronaca di un triste fenomeno sociale come quello della prostituzione che, oggi come oggi, rimane sostanzialmente un problema di schiavitù e per affrontare il quale serve a poco l'istituzione legalizzata di cittadelle o quartieri a luci rosse come certi esponenti di sinistra avevano a loro tempo proposto. Queste soluzioni finirebbero per far diventare quelle zone carceri, ghetti o ferite in continua suppurazione all'interno delle città". De Poli chiede che si faccia tutto quanto in potere delle forze dell'ordine per mettere fine allo spettacolo e al commercio vergognosi che si verificano in via Gonfalonieri. Ma, nello stesso tempo, conferma la sua convinzione: "La questione prostituzione va affrontata in modo articolato, non frammentato, rendendo efficaci e potenziando le misure di repressione contro lo sfruttamento della prostituzione, ma anche le misure di freno e dissuasione dell'utenza delle prostitute, cioè di quelle centinaia di persone 'normali', appartenenti a tutte le categorie sociali, che di sera si cambiano giacca e cravatta e battono le strade in cerca di persone che sanno essere schiave di un racket organizzato. Ma non basta. Bisogna agire - conclude De Poli -anche sul fronte di una crescita culturale e dell'educazione sociale e sessuale e del recupero - con interventi di tipo sociale ed economico - della prostitute, le nuove schiave del Duemila".


A cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto



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