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COMUNICATO STAMPA N. 460 DEL 02/03/2006
ABUSI/MALTRATTAMENTO MINORI. ASSESSORE REGIONALE POLITICHE SOCIALI: "SITUAZIONE MOLTO PREOCCUPANTE; MAGGIORI ABUSI PROVENGONO DA FAMIGLIA; 307 BAMBINI IN CARICO AI CENTRI NEL 2005"
(AVN) - Padova, 2 marzo 2006
Sono 307, secondo la Banca dati dell'Osservatorio regionale per l'infanzia e l'adolescenza, i bambini veneti abusati e/o maltrattati che, nel corso del 2005, sono stati presi in carico terapeutico dai cinque Centri regionali terapeutici per bambini abusati e maltrattati in funzione nel Veneto dal 2004 su decisione della Regione. La maggior parte di essi - 101 - proviene dalla provincia di Vicenza; gli altri: 62 dai territori di Padova e Rovigo, 55 dalla provincia di Verona, 61 dal veneziano, 28 dal trevigiano e dal bellunese.
I centri - che sono centri diurni con la presenza di specialisti in psicologia/psichiatria, assistenti sociali, avvocati, pediatri, medici che promuovono un lavoro di rete tra servizi, istituzioni e attività specializzate - hanno sede a Padova (I Girasoli, Azienda Ulss n.16) con riferimento ai territori provinciali di Padova e Rovigo, a Verona (Il Faro, Aziende Ullss 20, 21 e 22), per la provincia veronese, a Vicenza (L'Arca, Azienda Ulss n.6 e Ipab Proti Salvi) per il vicentino, a Venezia (Il Germoglio, Fondazione Santa Maria Mater Domini) per la provincia di Venezia, a Treviso (Tetto Azzurro, Associazione Telefono Azzurro) per le provincie di Treviso e Belluno.
Il monitoraggio riguarda i minori presi in carico dai diversi centri ed è stato presentato stamani a Padova, al Caffè Pedrocchi, di fronte ad operatori dei servizi sociali, amministratori locali, rappresentanti del privato sociale. E' intervenuto l'Assessore regionale alle politiche sociali. A un anno dall'attivazione della Banca dati dell'Osservatorio regionale per l'infanzia e l'adolescenza la tendenza che emerge dall'analisi (ancora parziale) dei dati è la seguente: il numero dei minori presi in carico dai vari centri di riferimento regionale (dal 1 gennaio al 31 dicembre 2005) è stato di 307 minori; vi è una netta prevalenza del genere femminile nel caso di abuso sessuale (quasi il 76% dei casi) mentre questa percentuale diminuisce nelle tipologie di abuso fisico (60,3% le femmine) e/o grave trascuratezza (54,2% le femmine).
Questi dati sono segnalati su schede apposite che vengono inviate all'Osservatorio regionale per l'infanzia da parte dei centri stessi. In quasi il 70% dei casi i minori in carico ai centri sono italiani e nel 33% dei casi è un genitore a segnalare il problema, nel 14% sono i Comuni di residenza dei minori, nell'11% dei casi è la scuole oppure l'Azienda Ulss di residenza del minore.
L'Assessore regionale, per una corretta interpretazione dei dati, ha tenuto a sottolineare che essi si riferiscono solo ai casi che giungono ai centri e non sono certo esaustivi rispetto alla totalità del fenomeno. La maggior parte degli abusi/maltrattamenti avviene all'interno della dimensione familiare allargata e sono relativi a situazioni continuate nel tempo; solo per quel che riguarda l'abuso sessuale vi è un 30,8% dei casi relativo a situazioni in cui l'autore non appartiene alla famiglia. Rispetto all'età dei minori: nelle situazioni di abuso fisico o sessuale prevalgono i minori tra i 6 e i 10 anni (46% e 43%) mentre per la grave trascuratezza prevale la fascia d'età tra gli 0 e i 5 anni. Nel caso di abuso sessuale, nel 45% l'autore del reato risulta essere il padre oppure il convivente della madre. Invece l'abuso fisico, la grave trascuratezza vengono attuate da entrambi i genitori con una prevalenza della coppia per la grave trascuratezza (61,9%), del padre per la violenza fisica (39,2%) e della madre per il 25,5%.
L'Assessore ha spiegato il carattere innovativo dell'attività dei cinque Centri che puntano a garantire un approccio multidisciplinare (clinico, sociale, giuridico) aggiornato e in linea con le più accreditate prassi scientifiche sulle gravi forme di maltrattamento all'infanzia. Per il primo triennio d'attività dei Centri la Regione ha stanziato finanziamenti per 3,5 milioni di euro. Inoltre, a partire dal 2005, le prestazioni erogate dai centri sono comprese nei livelli essenziali di assistenza e quindi sono considerate vere e proprie prestazioni del servizio sanitario regionale.
A cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto
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