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COMUNICATO STAMPA N. 1330 DEL 05/09/2007
SICUREZZA. GIORGETTI: MENO CHIACCHERE E PIU' FATTI
(AVN) Venezia, 5 settembre 2007
"Entro la fine del mese convocheremo un tavolo con i Sindaci dei comuni capoluogo di provincia del Veneto per elaborare le richieste e le proposte organiche sulla sicurezza dei cittadini, che come Regione andremo poi a presentare al Ministero e con le quali verificheremo la reale volontà del Governo di risolvere concretamente le questioni". Lo annuncia l'Assessore regionale alla Polizia locale e Sicurezza, Massimo Giorgetti, intervenendo sul tema esploso in questi giorni a seguito di alcuni fatti di cronaca nera e di alcune decisioni prese da sindaci per cercare di arginare l'illegalità diffusa nelle loro città. "Va tutto bene - precisa Giorgetti - ma molti di quelli che oggi intervengono sul tema della sicurezza, chiedendo iniziative per garantire maggiore tutela dei cittadini, sono gli stessi che solo ieri trattavano l'argomento con mera retorica e inutile populismo. Sono temi sui quali la Regione da sempre presta molta attenzione, basti ricordare i finanziamenti approvati o le molte iniziative avviate. Servono - sottolinea - idee chiare e soprattutto bisognerebbe smetterla di prendere in giro i cittadini con iniziative show, che seguono sempre ad eventi drammatici. Perché, ad esempio, - si chiede Giorgetti - il Governo, al di la delle dichiarazione di intenti lette oggi sui giornali, non ha ancora erogato al Veneto i finanziamenti previsti dalla finanziaria di due anni fa per progetti sulla sicurezza e perché non ha ancora sottoscritto il protocollo, scaduto da due anni, che ci consentirebbe di finanziare da subito progetti che prevedono, tra l'altro, la costruzione di nuovi presidi per le forze dell'ordine e per i quali la Regione ha già stanziato i fondi, che a fine anno andranno in economia. Perché il Governo da un lato chiede ai Comuni di farsi carico delle nuove emergenze e dall'altro gli impedisce di operare concretamente? Quei Comuni volonterosi, infatti, che volessero avviare iniziative in questa senso o assumere personale per questi scopi, anche se i finanziamenti necessari arrivassero dalla Regione, non potrebbero farlo, perché il Patto di stabilità blocca anche le spese inerenti alla sicurezza. Se si chiede alla Polizia Locale di farsi carico di alcuni nuovi compiti di prevenzione del crimine nei settori di sua competenza quali immigrazione, sicurezza stradale, commercio, perché non viene approvata la legge quadro di riforma nazionale, che da anni come Regione sollecitiamo e che ne lo stato giuridico e contrattuale? Mi fa piacere leggere - prosegue Giorgetti - che il Prefetto di Verona chieda un patto per la sicurezza della città scaligera, vuol dire che condivide la nostra proposta avanzata a luglio al Vice Ministro all'Interno, Marco Minniti e finalizzata proprio ad avviare dei protocolli per la sicurezza di tutte le città capoluogo di provincia con una stretta collaborazione tra forze di Polizia e Polizia locale. Certo il Patto non potrà essere come quello sottoscritto per la sicurezza di Venezia, che costringe gli Enti Locali ad accollarsi le spese per l'acquisto di mezzi e materiali per consentire alle Forze dell'Ordine di fare il loro dovere. Sono spese di totale competenza dello Stato e per le quali i cittadini hanno già pagato le tasse. Per quanto riguarda le misure repressive - conclude Giorgetti - ben venga l'inasprimento delle pene, purché qualcuno applichi con certezza le condanne".
A cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto
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