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COMUNICATO STAMPA N. 147 DEL 18/01/2005

(AVN) - Rovigo, 18 gen. - L'Assessore regionale alla sicurezza Raffaele Zanon ha incontrato oggi a Rovigo nella sede del Comune, il Sindaco Paolo Avezzù, il vicesindaco Paolo Mancin, gli Assessori ai servizi sociali Antonio Saccardin e alla polizia municipale Gabriele Della Gatta con i quali, nel corso di una conferenza stampa, ha fatto il punto sulle iniziative presentate dal Comune di Rovigo nel settore della sicurezza e finanziate dalla Regione e ha presentato il rapporto, successivamente consegnato agli amministratori rodigini, sul "profilo sicurezza" del Comune di Rovigo, elaborato dall'Osservatorio sulla sicurezza della Regione Veneto e presentato da Stefano Caneppele. "L'Osservatorio regionale per la sicurezza, in attività ormai da un paio d'anni - ha spiegato Zanon - ha analizzato i fenomeni criminosi dividendo il Veneto in macroaree, cioè in 28 "distretti sicurezza" che corrispondono, in pratica, ai comuni capoluogo e ai distretti sanitari; il Comune di Rovigo fa parte, in questa mappa veneta, del distretto sicurezza n.26". Il profilo di ciascun distretto sicurezza contiene tre tipi d'informazione: dati demografici e ambientali, andamento della criminalità con le diverse tipologie di reato e le caratteristiche degli autori, l'analisi dei fattori di rischio.
"Crediamo che questo rapporto - ha sostenuto Zanon - rappresenti un utile strumento di conoscenza per gli amministratori locali per offrire loro una visione d'insieme della situazione e per mettere a loro disposizione elementi reali di valutazione dei fenomeni che riguardano la sicurezza, la prevenzione della criminalità e il contrasto all'illegalità. Questi dati non sono in possesso né delle questure né delle prefetture". I dati sono stati ottenuti confrontando i livelli nazionali, regionali, provinciali e distrettuali con i dati statistici provenienti dal Ministero dell'Interno e dall'Istat attraverso la rielaborazione del "modello 165" (denunce trasmesse dalle forze dell'ordine all'autorità giudiziaria); è stata poi compiuto un esame delle statistiche sulla criminalità provenienti dal Ministero della Giustizia e ancora dal Registro Generale dell'Istat.
Per quanto riguarda il comune di Rovigo si evidenzia una realtà di circa 570 reati ogni 10.000 abitanti a dimostrazione di come , pur in una piccola realtà cittadina, il tasso di criminalità si mantenga su livelli medio alti, decisamente superiori alla media regionale e molto più elevato rispetto al resto della provincia. "E' un fenomeno riscontrato anche nelle altre città venete  -ha chiarito Zanon - poiché i capoluoghi di provincia attraggono inevitabilmente un continuo flusso di persone e  la presenza di attività economiche offre maggiori opportunità a chi intende delinquere. Tuttavia - ha rassicurato - Rovigo non presenta valori allarmanti per quanto riguarda i reati più frequenti nelle altre città. Il numero delle rapine è molto basso ed anche i furti, seppure in numero maggiore rispetto alla media regionale, non rappresentano un allarme sociale". La città si distingue invece per l'alto tasso di litigiosità, a riprova di un tessuto sociale piuttosto inquieto, dove il numero degli anziani è quasi il doppio rispetto ai ragazzi sotto i 14 anni. Presentano infatti valori elevati tutti i reati contro la persona:nella maggior parte dei casi litigi tra conoscenti e vicini di casa con lesioni, violenza privata, minaccia, ingiuria e diffamazione. Valori superiori alle medie regionali per quanto riguarda le truffe (spesso perpetrate ai danni di anziani soli o comunque incapaci di riconoscere il raggiro) e i danneggiamenti.
Pur in costante aumento, il fenomeno immigrazione non desta per ora preoccupazione a Rovigo. In questo territorio vi sono tanti nuclei familiari composti da un solo genitore e da anziani soli: persone a rischio per i reati contro il patrimonio. L'Assessore Zanon ha ricordato che, dal 2001 ad oggi, la Regione ha assegnato al Polesine circa 162 mila euro per interventi nel settore della sicurezza e dei servizi di polizia municipale. Durante l'incontro con la stampa locale, il Sindaco Avezzù aveva sintetizzato gli elementi costituitivi del progetto "Prevenire è meglio", finanziato dalla Regione con 33 mila euro secondo quanto previsto dalla legge regionale n.9 del 2002, e che ha avviato una campagna di informazione e sensibilizzazione destinata agli studenti delle scuole superiori, per prevenire l'abuso di alcolici, l'uso di sostanze stupefacenti e psicoattive nonché lo spaccio tra i giovani.. Il progetto sostiene l'attività di comunicazione (opuscoli informativi, incontri di approfondimento e seminari), la creazione di un sistema di videosorveglianza (due telecamere distinte con registrazione dei flussi video sarà effettuata da una centrale operativa di sicurezza privata) in tre zone distinte degli istituti scolastici (ITIS-Liceo Scientifico, IPSSC-IPSIA, Bonifacio), il coordinamento fra polizia municipale, forze dell'ordine, servizi sociali del comune e Ser.T dell'ULSS 18, per integrare funzioni di controllo con funzioni educativo-preventive.

A cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto



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