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COMUNICATO STAMPA N. 177 DEL 20/01/2005
(AVN) - Padova, 20 gen. - "Purtroppo le isole felici non esistono più nemmeno nel Sud Est asiatico. Padova non fa differenza. La Regione sarà al fianco delle forze dell'ordine nel fronteggiare con mezzi e organici adeguati il dilagare della criminalità".
E' l'impegno assunto dall'assessore regionale alle Politiche della Sicurezza e dei Flussi Migratori Raffaele Zanon in occasione del suo incontro con il nuovo Questore di Padova Alessandro Marangoni al quale ha porto il benvenuto suo personale e della Regione.
Nel corso del colloquio Zanon ha informato il Questore dell'erogazione di un contributo, deliberato di recente dalla Giunta regionale, di 150.000 euro alla Questura di Padova. Si tratta di risorse finalizzate a velocizzare le pratiche burocratiche per la concessione ed il rinnovo dei permessi di soggiorno ai cittadini extracomunitari.
"Vogliamo - ha spiegato l'assessore - mettere le Questure nelle condizioni di applicare al meglio le disposizioni contenute nella legge Bossi Fini. Aumentando gli organici con personale di supporto Padova riuscirà a mantenere i livelli di efficienza raggiunti nell'ultimo periodo.
Nell'arco di tre mesi si riesce ormai a completare l'iter per il rilascio di un permesso di soggiorno così si combatte la clandestinità, l'illegalità e il lavoro nero." Con Marangoni sono stati affrontati anche i temi del trasferimento della questura e dell'imminente smantellamento di via Anelli: "Occorre individuare una nuova sede, funzionale alle esigenze del personale e dei cittadini - ha osservato Zanon - la Regione é disponibile a sostenere i costi dell'operazione. Si tratta di trovare una collocazione idonea a poca distanza dal centro storico.
Anche gli ultimi ostacoli all'abbattimento dei palazzoni verdi di via Anelli sono stati rimossi. Occorre accelerare i tempi per l'avvio delle procedure di sgombero".
L'assessore Zanon ha chiesto al Questore maggiori sforzi sul fronte della contraffazione dei marchi e della delinquenza di matrice nomade: "La concorrenza sleale dei laboratori cinesi - ha dichiarato - sta mettendo in ginocchio decine di imprese padovane a conduzione familiare.
Purtroppo i contraffattori non trovano ostacoli nelle loro attività illecite. Contro i criminali che si nascondono nei campi nomadi della nostra città occorre utilizzare metodi repressivi. Servono controlli più ferrei rispetto al recente passato".
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