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COMUNICATO STAMPA N. 264 DEL 02/02/2005

(AVN) - Piove di Sacco (PD), 2 febbraio. - Le Amministrazioni Comunali del Piovese istituiranno un coordinamento permanente sul tema della sicurezza in collaborazione con le Associazioni di categoria e le Forze dell'Ordina. La proposta è stata avanzata dall'Assessore regionale alle Politiche della sicurezza e dei flussi migratori, Raffaele Zanon, a conclusione dell'incontro che si è tenuto stamani, nella Sala consiliare del Comune, nel corso del quale l'esponente del governo regionale ha presentato il "profilo sicurezza" riguardante i 9 Comuni del distretto. Il "profilo sicurezza", elaborato dall'Osservatorio regionale per la sicurezza, rappresenta Il primo tentativo avviato in Italia in questo campo ed è un'attività che riesce a definire con metodologie molto rigorose l'andamento della criminalità nelle diverse zone del Veneto.
Nel Piovese il tasso di criminalità si mantiene su livelli decisamente bassi, di molto inferiori alla media regionale. Il valore riscontrato è di circa 233 reati ogni 10.000 abitanti. Un tasso modesto rispetto a quello del comune di Padova (oltre 800 reati ogni 10.000 abitanti) e comunque inferiore a quello veneto (324 reati). L'impennata di reati registrata nell'ultimo triennio (2001-2003) nella provincia ha quindi toccato in misura marginale il Piovese. Il reato più frequente rimane il furto (2794 denunce nel triennio), con un tasso medio annuo inferiore alla media regionale (157,34 casi ogni 10.000 abitanti contro i 207,71 del Veneto). Nel distretto si registra un solo valore elevato ed è quello delle truffe, superiore alle medie venete (139 denunce nel periodo 2001-2003 con un tasso di 7,83 casi per 10.000 abitanti, a fronte di una media veneta di 6,82). Bassa la frequenza di rapine, lesioni personali volontarie, violenza privata e minacce, ingiurie e diffamazioni, danneggiamenti. Se ne ricava il quadro di un'area operosa, con un'elevata percentuale di popolazione attiva (per 100 soggetti in età lavorativa ci sono solo 41 tra bambini e anziani), contraddistinta da centri di piccola e media grandezza, in cui la coesione sociale rappresenta un ottimo deterrente contro la criminalità, grazie anche alla massiccia presenza della struttura familiare tradizionale.
Tra gli autori dei reati (ne sono stati scoperti appena il 15% del totale) risulta preponderante il numero dei maschi (oltre il 90%). Maggiormente coinvolti nei reati più gravi (lesioni, furti e rapine) gli uomini tra i 18 e i 39 anni. Nel 40% dei casi di furto i responsabili accertati sono cittadini stranieri, nella stragrande maggioranza marocchini. Per le altre fattispecie (violenza privata, minaccia, ingiuria e diffamazione) crescono percentualmente le responsabilità di tutte le fasce d'età. Gli indagati sono quasi sempre italiani e veneti.
Il fenomeno dell'immigrazione, in costante aumento, merita la giusta attenzione. Rappresenta il 53% del saldo migratorio. Può essere considerato un fattore di rischio, anche se il modello economico tradizionale, incentrato sui settori primario e secondario, l'alta migrazione interna in arrivo dalle zone limitrofe, e la diffusa rete di realtà locali (comuni medio-piccoli ad elevato controllo sociale) rappresentano validi fattori protettivi contro la criminalità.
A questo proposito l'assessore Zanon ha sottolineato che comunque "un certo allarme è determinato dalla presenza di una consistente immigrazione di cittadini cinesi, impegnati prevalentemente in attività produttive illecite, che sfuggono ad ogni controllo amministrativo e legale e che determinano, con una concorrenza sleale, la crisi di molte aziende locali. Ecco perché - ha proseguito l'assessore - è necessario una maggiore attenzione, non solo delle Forze dell'ordine e delle Istituzioni, ma anche da parte del sistema bancario, soprattutto se pensiamo al reato del riciclaggio di denaro proveniente dalla criminalità organizzata".
Zanon, ha poi ribadito: "E' vero che la coesione sociale facilita la prevenzione dai fenomeni criminosi. Ciò non significa, però, che si debba abbassare la guardia nell'attività di controllo e di vigilanza sul territorio. La popolazione lamenta la costante escalation dei furti. Un fenomeno che, pur in dimensioni ridotte, interessa anche il Piovese. La Regione Veneto non si è limitata ad elaborare le statistiche sull'andamento della criminalità. Sono stati compiuti cospicui investimenti sul fronte della sicurezza (finanziamento di decine di caserme dei carabinieri e di alcuni commissariati di polizia) e del controllo del territorio, attraverso contributi per l'acquisto di sistemi di videosorveglianza destinati ad enti pubblici ed attività industriali e commerciali. La Regione ha stanziato ingenti risorse anche nel progetto di potenziamento delle polizie municipali.Evidentemente gli sforzi compiuti dal governo regionale ancora non bastano. Occorre un maggiore impegno delle forze dell'ordine sul fronte della vigilanza. E' necessario, in particolare, offrire adeguata assistenza ai soggetti più deboli, in primis gli anziani. Sono quasi sempre vittime di truffe messe in atto da malintenzionati che riescono a depredare le pensioni se non addirittura i risparmi di una vita. Nel Piovese questo reato ha assunto valori superiori alla media regionale. E' bene non sottovalutare il fenomeno nell'ottica di una più assidua attività di prevenzione sul territorio".


A cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto



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