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COMUNICATO STAMPA N. 324 DEL 09/02/2005

(AVN) - Este, 9 feb. - La presentazione ai Comuni interessati,  dei dati sulla sicurezza nella bassa padovana elaborati e prodotti dal Centro di Documentazione dell'Osservatorio regionale sulla Sicurezza, ha visto l'Assessore regionale alle Politiche della Sicurezza Raffaele Zanon, fare il punto della situazione con i rappresentanti degli Enti Locali e gli Operatori di Pubblica Sicurezza. "La fotografia apparentemente rassicurante sotto il profilo della sicurezza della bassa padovana- ha esordito l'Assessore Raffaele Zanon - non deve portare a ritenere questo territorio un'isola felice. Anzi, va mantenuto alto il livello di guardia soprattutto per quanto riguarda i furti e le truffe, che vanno fronteggiati anche con investimenti degli Enti Locali, tramite i Consorzi, le Unioni e le Associazioni tra Comuni. In questo caso abbiamo preso in esame l'andamento dei reati nel distretto n. 21, dove sono raggruppati  i 47 comuni della Bassa padovana". In questo territorio secondo i dati forniti dall'Osservatorio Regionale sulla Sicurezza, il tasso di criminalità si mantiene su livelli decisamente modesti, tra i più bassi a livello regionale. Il valore riscontrato è di circa 206 reati ogni 10.000 abitanti. Un tasso modesto rispetto a quello del comune di Padova (oltre 800 reati ogni 10.000 abitanti) e comunque inferiore a quello veneto (324 reati). L'impennata di reati registrata nell'ultimo triennio (2001-2003) nella provincia sembra quindi non aver interessato la Bassa padovana. Il reato più frequente rimane il furto (6800 denunce nel triennio) con un tasso medio annuo tra i più bassi del Veneto (125,43 casi ogni 10.000 abitanti contro i 207,71 della regione). Nel distretto si registra un solo valore elevato. E' quello delle truffe, superiore alle medie venete (478 denunce nel periodo 2001-2003 con un tasso di 8,82 casi per 10.000 abitanti, a fronte di una media veneta di 6,82). Bassa la frequenza di rapine, lesioni personali volontarie, violenza privata e minacce, ingiurie e diffamazioni, danneggiamenti. Se ne ricava il quadro di un'area tranquilla, con un'elevata percentuale di popolazione attiva (per 100 soggetti in età lavorativa ci sono 48 tra bambini e anziani), contraddistinta da molti comuni di piccole dimensioni e da un ambiente rurale che favoriscono la coesione sociale e facilitano la prevenzione dei fenomeni criminosi. Si avverte in misura minore rispetto ad altri distretti l'aumento dei fenomeni criminosi. "Ciò non significa - ha chiarito l'Assessore - che si debba abbassare la guardia nell'attività di controllo e di vigilanza sul territorio. La popolazione lamenta la costante escalation dei furti: un numero elevato anche in quest'area. La Giunta regionale del Veneto  - ha poi proseguito - non si è limitata ad elaborare le statistiche sull'andamento della criminalità. Sono stati compiuti cospicui investimenti sul fronte della sicurezza, come ad esempio il finanziamento di decine di caserme dei carabinieri e di alcuni commissariati di polizia e del controllo del territorio, attraverso contributi per l'acquisto di sistemi di videosorveglianza destinati ad enti pubblici ed attività industriali e commerciali. Sono state stanziate anche ingenti a favore del di potenziamento delle polizie municipali". "La Giunta regionale - ha concluso l'assessore ha fatto sino in fondo la propria parte. Ma non basta si sono tracciate le linee per la riforma della Polizia Locale veneta, nell'ottica della creazione della Polizia di prossimità (poliziotto di quartiere), sono state poste le basi per la nascita della di una Scuola regionale di formazione e di aggiornamento. Agli enti Locali la Regione chiede, invece, di operarsi e collaborare per una capillare azione di informazione e di sostegno alle categorie sociali deboli, ovvero ai soggetti più facilmente sposti a rischi. È necessario in particolare offrire adeguata assistenza in primis gli anziani particolarmente numerosi in quest'area. Sono quasi sempre vittime di truffe messe in atto da malintenzionati che riescono a depredare le pensioni se non addirittura i risparmi di una vita. Nella Bassa padovana questo reato ha assunto valori superiori alla media regionale (478 casi nel triennio 2001-2003).

A cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto






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