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COMUNICATO STAMPA N. 330 DEL 10/02/2005
(AVN) - Padova, 10 feb. - Nella Sala Paladin di Palazzo Moroni stamani Raffaele Zanon, assessore regionale alla sicurezza, ha presentato il "profilo sicurezza" del territorio comunale di Padova. Il "profilo sicurezza" è stato elaborato dall'Osservatorio regionale per la sicurezza. Esso prende in esame "con dati che non sono in possesso né delle Prefetture né delle Questure" - ha detto Zanon - l'andamento di quest'area mostrando i dati demografici e ambientali, l'andamento della criminalità con le diverse tipologie di reato e le caratteristiche degli autori, l'analisi dei fattori di rischio.
"Questo rapporto rappresenta un utile strumento di conoscenza per gli amministratori locali perché offre loro - ha sostenuto l'Assessore veneto - una visione d'insieme della situazione e mette a disposizione elementi reali di valutazione dei fenomeni che riguardano la sicurezza, la prevenzione della criminalità e il contrasto all'illegalità". I dati del comune di Padova - alla presentazione dei quali hanno presenziato il Prefetto, il Questore e i responsabili dell'Arma dei Carabinieri e della Guardiua di Finanza provinciali - mostrano che, dopo un decennio di relativa tranquillità, negli ultimi tre anni il tasso di criminalità della provincia padovana ha registrato un brusco e costante aumento, dovuto in gran parte all'impennata di reati commessi nel capoluogo.
Proprio la città di Padova registra i valori in assoluto più alti di tutta la regione. Nel triennio 2001-2003 ci sono stati 50.141 reati, il 9% del dato complessivo del Veneto. Il tasso medio annuo è assestato sugli 812 reati su 10.000 abitanti, quasi il triplo rispetto alle medie del Veneto (324 ogni 10 mila abitanti). Il reato più frequente rimane il furto (34.573 denunce, con un tasso medio annuo di 560,40 contro i 207,71 della media regionale). Con le uniche eccezioni delle percosse, delle ingiurie e delle diffamazioni, tutti gli altri valori sono sensibilmente superiori a quelli regionali. Preoccupante l'incremento delle rapine (862 casi nel triennio, con un'incidenza pari a 13,97 ogni 10.000 abitanti, più del triplo rispetto alla media veneta del 4,22), delle lesioni personali volontarie (10,21 casi contro i 5,88 del Veneto), violenza privata e minaccia (12,98 contro 8,13 di tasso regionale), truffe (10,13 in rapporto al 6,82 del Veneto) e danneggiamenti (quasi il doppio del Veneto, 48,19 contro 26,18). "Questi numeri - ha detto Zanon - tratteggiano una realtà ad alto rischio, in cui il numero dei reati appropriativi è inevitabilmente collegato alle numerose opportunità offerte alla delinquenza". Complessivamente è stato scoperto soltanto il 15% degli autori dei reati. Il numero di casi attribuiti ad ignoti (85%) è quindi superiore alla media regionale (81%). Tra gli indagati nove su dieci sono maschi.
La classe di età maggiormente coinvolta è quella tra i 15 e i 29 anni: circa il 60% del totale per i furti e le rapine, oltre il 50% per le lesioni personali e poco meno di metà per i danneggiamenti. Sono invece indagati in età matura (nel 35% dei casi hanno superato i 45 anni) i responsabili di truffe, ingiurie e diffamazioni, quasi sempre italiani e veneti. Alta la componente di cittadini stranieri (in gran parte romeni e marocchini) nei reati di carattere appropriativo (oltre il 50% per i furti, circa il 30% per le rapine) e nelle lesioni personali volontarie (43%). A Padova si invecchia più rapidamente che nel resto del Veneto: le nuove nascite sono inferiori ai decessi (il saldo naturale presenta un valore negativo pari al 14,09%). Non vi è dubbio che in città si assista ad un progressivo smantellamento della struttura familiare tradizionale (gli indicatori dei nuclei familiari con un solo genitore e dei divorziati sono decisamente superiori alle medie regionali). Le caratteristiche economiche dell'area, orientata in prevalenza al commercio (327 imprese ogni 10.000 abitanti a fronte delle 229 del Veneto), ai servizi privati (attività immobiliari, noleggio macchinari, informatica e ricerca) con 214 società (contro le 100 del Veneto) e al terziario pubblico (60 imprese contro le 41 della media regionale). Con il progressivo abbandono del tradizionale modello produttivo si registra uno stato di benessere diffuso, superiore ai livelli medi del Veneto. Si tratta di un altro fattore che rischia di attrarre la criminalità. Identico ragionamento va fatto per il numero degli sportelli bancari (191 complessivi nel Comune di Padova), con un tasso superiore alla media regionale (9,29 ogni 10.000 abitanti, contro i 7,05 del Veneto).
A cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto
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