Menu di servizio
Menu delle sezioni
Iscrizione Newsletter
Area banner
Contenuti
COMUNICATO STAMPA N. 793 DEL 07/07/2005
(AVN) Venezia, 7 lug. - "Sulla vicenda del campo nomadi di Boscomantico e delle soluzioni alternative da trovare c'è un aspetto singolare e sconcertante: il Comune di Verona non ha mai ritenuto di presentare domanda per ottenere i sostegni previsti da una specifica legge regionale (la 54 del 1989) che riguarda i Rom e Sinti. Le polemiche ora si scatenano sul fatto sacrosanto della necessità di sgomberare Boscomantico. Per affrontare la questione concretamente, probabilmente sarebbe bastato che il Sindaco e gli Assessori competenti incaricassero qualcuno di leggere bene il Bollettino Ufficiale della Regione (BUR) invece che affidarsi agli immancabili consulenti!". Lo sottolinea l'Assessore regionale del Veneto alle politiche per la sicurezza dei cittadini Massimo Giorgetti, intervenendo nella polemica innescata dall'"ultimatum" del Governo per lo sgombero entro il 30 agosto prossimo del campo nomadi di Boscomantico a Verona. "Quella legge - aggiunge l'Assessore - può essere più o meno apprezzabile (io ad esempio non la condivido completamente), ma c'è, e vari Comuni come Vicenza, Camisano, Costabissara, Cerea, Paderno del Grappa, Arzergrande, molti dei quali del centro destra, l'hanno opportunamente utilizzata dimostrando capacità di affrontare un problema spinoso con serietà". "Di serio adesso - conclude Giorgetti - c'è la scelta da compiere sul dopo-Boscomantico. Ho molte perplessità sull'indirizzo preso dal Comune di realizzare un nuovo grande agglomerato, le cui caratteristiche vanno contro le necessità di garantire la sicurezza e anche contro le caratteristiche dei campi previste dalla legge regionale."
A cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto
Pié di pagina



